RIFLESSIONI | La dismorfofobia

Avevano usato questo termine per chiedermi se per caso ne soffrissi. Confesso, non ne avevo mai sentito parlare.

Si chiacchierava sull’autostima, quella cosa che tu vedi addosso agli altri e non riesci a conquistare per te stesso. Quel mostro orribile che ti disegna come un mostro orribile quando trovi coraggio e ti guardi allo specchio. Vedi quella massa incomprensibile fissarti negli occhi e ti chiedi se davvero valga la pena mettere il naso fuori casa e mostrare al mondo lo scarabocchio che sei.

“Luca, soffri di dismorfofobia?”

Lì per lì ho riso, perché se parliamo di suono questa parola mi suona buffa. Poi ho cercato di documentarmi e Treccani mi ha risposto:

Timore ossessivo d’essere o di diventare brutti, asimmetrici, deformi. Colpisce quasi esclusivamente giovinette di fattezze belle e regolarissime (Seh, lallero, ndr). Con l’età per lo più si díssipa; ma poiché non cambia il temperamento ossessivo da cui dipende, la dismorfofobia è spesso sostituita da altre fobie.

Ora, chi segue sia la pagina che il blog saprà che in passato sono stato sovrappeso e che per colpa delle continue osservazioni delle persone vivo nell’ossessione di essere schernito da chiunque incroci il mio cammino. Poi ho scoperto questa parola, dismorfofobia. Avete presente, vero, cosa significa trovare il nome del proprio problema? Sì, la reazione non è esattamente quella del “che bello, ho imparato una cosa nuova!”: la reazione è quella che vede un problema aggiungersi agli altri. E sono tanti, tantissimi.

Mi guardo allo specchio e non capisco che forma abbia il mio corpo, ecco. Mi vedo la pancia e tutto il mondo mi dice che non la ho. So di non averla, ma me la vedo, è lì. Perché è lì se non c’è? Guardo il mio profilo e vedo un naso lungo, una nuca troppo piatta e imprecisa. Le mani tozze, lineamenti confusi. Odio la mia voce, il mio modo di camminare. Tento di provare varie combinazioni nell’abbigliamento, ma torniamo al punto di partenza: cosa cavolo è quella roba allo specchio?

Sono tutti bellissimi, anche quando indossano un pessimo pigiama.

La dismorfofobia è questa: vedersi asimmetrico, deforme, impresentabile. Ho faticato tanto per dimagrire, ora mi ritrovo sempre con questa vergogna di mostrarmi. Attendo l’inverno con passione, perché finalmente potrò camuffarmi al meglio per cercare una forma che solo gli abiti possono darmi. No, non funziona.

Non funziono.

 

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