IPOSTORIE | L’ipocondria dopo la nascita di mio figlio

La mia ipocondria scoppiò nel 2013 con la nascita di mio figlio.

Il terrore di ammalarmi e lasciarlo orfano mi assillava. Iniziai ad avere crisi di ansia: ogni minimo sintomo che il mio corpo mi trasmetteva per me significava tumore e morte. Incominciarono i miei anni più brutti, di cui i primi due furono i più angoscianti. Passavo le mie giornate a leggere su Google e ad autodiagnosticarmi ogni sorta di malattia. Il mio terrore più grande era il cancro cerebrale. L’ansia mi portava delle vertigini costanti (ne ho sofferto quotidianamente per almeno un anno e mezzo, senza sosta) e la situazione era veramente difficile da tenere sotto controllo. Passati i primi due anni trovai un po’ di sollievo, ma l’ipocondria era all’ordine del giorno: passavo settimane intere con la fobia della febbre, riuscivo a misurarmela anche 10 volte in un’ora e le mie giornate passavano in funzione della malattia che più mi spaventava in quel periodo.

Circa un anno fa, però, dentro di me qualcosa cambiò. Un giorno mi guardai allo specchio e mi domandai se davvero ero io quella che vedevo. Io, che prima di dell’incubo dell’ipocondria ero una persona solare, piena di vita e voglia di divertirsi. Anche fisicamente ero cambiata, mi trovavo ingrassata (ed effettivamente lo ero) e non volevo più essere quella persona riflessa. Ricominciai ad amarmi, erano anni che ci provavo ed erano anni che fallivo. Sapevo che dovevo ricominciare. Iniziai a pensare che io venivo prima di tutto e tutti.

Cercai di vivere il più possibile fuori casa, tra la gente. Cominciai a fare sport e perdere quei chili che avevo preso per il nervoso e l’ansia. Piano piano mi guardavo allo specchio e mi vedevo di nuovo bella. Da circa 8 mesi l’ipocondria non mi domina più, perché ho occupato la mia mente con pensieri positivi. Ho ripreso in mano la mia vita e mi sento rinata. Ci vuole una grande forza, non a caso mi ci vollero cinque anni.

Mai perdere la speranza, mai.

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