RIFLESSIONI | L’ossessione del sentirsi osservati e derisi

Sono basso di statura, con una corporatura normale, la carnagione chiara e le solite deformità che qualsiasi individuo con bassa autostima si attribuisce, nonostante le smentite delle persone a lui più vicine.

No, non voglio parlarvi di autostima, se volete approfondire vi rimando a questo articolo.

Intorno ai 20 anni la genetica mi ha giocato lo scherzo di diradarmi i capelli, e la chioma che per anni portavo lunga quasi a toccare le spalle, la salutai in un triste giorno d’autunno. Ovviai lasciando i capelli un po’ corti, ma il problema peggiorò e dovetti scegliere di raparmi completamente a zero. Ero abituato a trovare una forma alla mia testa, sia quando mi specchiavo che quando osservavo la mia ombra. Davo un senso al mio cranio, anziché mostrarlo come una palla da biliardo. Una piccola chioma che tuttavia svolgeva il compito di darmi una sostanza.

Ora, a 35 inaccettabili anni, non vedo l’ora che arrivi l’inverno per indossare una cuffia e sentire di nuovo qualcosa sulla nuca, sulla fronte. La indosso all’interno, all’esterno, anche quando le temperature non lo richiedono. Indosso sempre il total-black e anche la cuffia è nera. Nerissima. Dai primi giorni di ottobre ho preso una nuova cuffia e ho iniziato ad indossarla. Ecco, ora sento che tutti mi osservano.

Salgo sull’autobus, salgo sulla metropolitana, attraverso la strada o vado al supermercato, e mi sento gli occhi della gente addosso. Ho la musica sparata nelle orecchie, ma vedo che ogni tanto quel ragazzo mi osserva, e appena incrocia il mio sguardo, si volta altrove. Quella ragazza parla con l’amica, entrambe sono voltate verso di me. Le guardo, mi guardano e si voltano altrove. Quella signora sale sull’autobus e incrocia la mia presenza mentre si mette a sedere. Con la coda dell’occhio sento le sue attenzioni su di me.

Allora mi osservo attraverso il riflesso di qualche vetrata, controllo di non avere briciole, ciglia, polvere, detriti addosso. Mi specchio con lo schermo del telefono e non trovo anomalie, tranne quella che sento ogni giorno con questa feccia di ipocondria e con la sorellastra nota come fobia sociale. So di non avere cose fuori posto.

Perché tutti mi guardano? La cuffia. Pensano che io sia strano perché indosso la cuffia anche a mezzogiorno. A ottobre, a mezzogiorno, indosso la cuffia quando esco di casa. Voglio che la mia testa abbia una forma, non la superficie tonda della pelata. Mi guardano perché ho la cuffia, perché vesto interamente di nero e perché di sicuro notano le mie occhiaie. Guarda, quello ha la cuffia? Ma che siamo, a Gennaio? Guardalo, tutto vestito di nero, ma viene da un funerale?

Penso che siano tutte fantasie perverse del mio inconscio, che vuole sempre farmi sentire inferiore e sottostimato, come quanto avveniva negli anni in cui avevo parecchi chili di troppo. Qualcosa non cambierà mai: sento che la gente troverà sempre qualcosa di strano in me e la fisserà. Sento che sarò solo io a sentirlo. Il mondo non può avere tutto questo tempo da perdere pensando a me.

No, nemmeno io ho tanto tempo da perdere per pensare a queste cose, anche se diventa una seria ossessione.

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