IPONEWS | Ha paura di morire nel sonno. Ipocondriaca sveglia da 3 mesi

MORFEOCHI (RM) – Tonina Mela, 25 anni, ha paura di morire nel sonno, e da 3 mesi ha letteralmente modificato il suo ritmo biologico rinunciando a dormire. «Preferisco spaccarmi di caffeina» ci dice, mentre le facciamo notare che i suoi occhi si incrociano per poi ribaltarsi e tornare normali.

Siamo a Morfeochi, ridente cittadina alle porte di Roma, perché siamo stati contattati dalla famiglia Mela per parlare con la loro figlia, Tonina, che ha scelto di non dormire più per paura di morire nel sonno. Quando siamo entrati nella sua stanza abbiamo trovato un letto perfettamente in ordine, una luce fortissima puntata al centro e della musica a tutto volume.

Tra un brano dei REM e dei Death, Tonina ci ha raccontato la sua storia:

Allora non penso di essere chissà chi però cioè capitemi. Io non è che mi diverta a fare così ma perché mi guardi in questo modo andatevene.

Ci siamo messi alla porta e ci ha gridato di restare. Tornati ai nostri posti, ha continuato:

Sentite qui se c’è una persona stupida non sono io e tu cerca di non toccare le matite che mi servono ehi dico a te.

In quel momento è entrata la madre, che ci ha raccontato la sua storia. «Questa decerebratademmerda mo’ s’è fissata che me schiatta nel sonno, ma che je devo fa’? Questa de notte invece de dormi’ se mette puli’ casa e a guarda’ ‘e repliche de Marzullo. Solo perché ‘na vorta er padre daa vicina s’è saputo che è morto mentre dormiva, ma quer povero fijo c’aveva i casini ner core, mica se more così!»

A quel punto le abbiamo fatto qualche domanda.

Tonina, non senti l’esigenza di riposare?

Senti eminenza ci sarai te e chi non te lo dice vattene.

No, ci siamo fraintesi. Volevo chiederti se…

Cani dentro il pane perché i gatti poi lasciamo perdere.

Tonina, non puoi continuare così. Non hai il controllo delle tue azioni, la mente e il corpo hanno bisogno di riposo.

Tu morirai lassù cit.

Fidati, i casi in cui si muore nel sonno sono molto isolati. Capiamo la tua ipocondria, noi siamo ipocondriaci come te, ma devi…

Da quel momento la ragazza ha smesso di rispondere. Constatata l’impossibilità di avere un dialogo con lei, decidiamo di andare via. A uno di noi scappa un «Andiamo, va’. Sto anche morendo di sonno».

Ancora sentiamo i fischi dei proiettili che ci sfiorano nel percorso tra la stanza di Tonina e la fermata del treno.

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