INTERVISTE | 10 domande al farmacista

1- Descrivi brevemente chi sei e di cosa ti occupi

Sono Marco Merisio, un farmacista blogger, ho deciso infatti di mettere le mie conoscenze a disposizione delle persone. Il mio sito, il blog dove scrivo, la mia passione è https://migliormedicamento.com/

2- La figura del farmacista: nell’immaginario di qualcuno è “quello che vende i farmaci”, ma in realtà il vostro lavoro prevede anche altro. Quali altre attività svolge un farmacista durante la giornata di lavoro?

La figura del farmacista negli anni sta evolvendo: da formulatore e dispensatore di farmaci a vero e proprio punto di riferimento nel panorama sanitario. Infatti la farmacia sta sempre più diventando una farmacia “dei servizi” e il farmacista è una delle prime figure, se non la prima, a cui rivolgersi per essere indirizzati e consigliati.

Le farmacie moderne e quindi i farmacisti offrono sempre più servizi ed esami.
Le giornate in farmacia risultano quindi piene e varie.
Alla vendita si affianca l’approvvigionamento dei farmaci: procurare farmaci rari o meno comuni.

Durante la vendita di un farmaco non è da sottovalutare l’aspetto del consiglio e l’attenzione nei confronti della persona.
Inoltre in un panorama con sempre più prodotti e politerapie per un farmacista è importante tenersi aggiornato, molto spesso anche fuori dall’orario lavorativo.

In ogni caso la figura del farmacista si dedica alle persone e per questo oltre alle conoscenze tecniche e professionali sono fondamentali delle spiccate doti umane.

3- La farmacia, sopratutto negli ultimi anni, ha assunto un forte ruolo di “presidio sociale” a cui rivolgersi in caso di necessità e non solo per i farmaci. Molte farmacie per esempio effettuano prenotazioni per visite specialistiche, la classica misurazione della pressione ed anche altro. Quali altre attività hanno preso maggiormente piede nelle farmacie?

La farmacia moderna, come “presidio sociale”, mette il farmacista al centro del panorama sanitario: dalle misurazioni della pressione, del diabete e del colesterolo alla prenotazione delle visite. Molti sono gli eventi e le giornate a tema dedicate alla cura della persona e alla prevenzione.

Inoltre sempre più farmacie aprono pagine sui social network e i farmacisti del futuro dovranno sempre più aprirsi al digitale, mantenendo la professionalità e l’etica.

4- Farmaco di marca e farmaco generico/equivalente: è un argomento spesso di dibattito tra i profani. Proviamo a fare chiarezza allora. Cosa cambia, a parte il prezzo? Sono davvero uguali? Ci sono rischi se si decide di prendere il generico al posto del farmaco di marca che si è preso fino a quel momento?

I farmaci generici o equivalenti sono veramente un argomento di dibattito. Cercherò di fare chiarezza. Un farmaco generico o equivalente è un medicinale che, oltre a contenere nella propria formulazione, la stessa quantità di principio attivo, ha anche una bioequivalenza, dimostrata da studi appropriati di biodisponibilità, con un altro medicinale di riferimento (meglio noto come medicinale “di marca”, “originale” o “griffato”) con brevetto scaduto.
I farmaci equivalenti rispettano quindi tutti i requisiti di qualità, sicurezza ed efficacia previsti per tutte le tipologie di medicinali.
Addirittura ci sono casi in cui la stessa azienda produce il farmaco griffato e il farmaco equivalente.
Unica differenza e che non siamo tutti identici, tra un farmaco di marca e un generico, o tra un generico ed un altro possono cambiare uno o più eccipienti (sostanze che accompagnano il principio attivo nella formulazione) ed in casi molto ridotti possiamo notare delle leggere differenze.
Attenzione se si è intolleranti a determinati eccipienti. Attenzione se si prende da anni lo stesso farmaco con un meccanismo d’azione complesso.
Comunque, tolti rarissimi casi, la differenza maggiore è nel nostro cervello, già il termine generico può essere fuorviante e negativo, ecco perché gli addetti ai lavori preferiscono il termine equivalente. Inoltre nell’immaginario comune quello che costa meno è di minor qualità anche se spesso si paga la marca. In più molte volte cambiando il colore della scatola (come se noi cambiassimo il colore del vestito) il farmaco è diverso e quindi funzionerà diversamente. Lo spiegherei come un effetto placebo al contrario.
In caso di dubbio comunque prima di prendere proprie iniziative è sempre bene confrontarsi con un medico o un farmacista.

5- Molti comuni farmaci da banco adesso si possono trovare anche nei supermercati o nei centri commerciali. Insieme a loro si possono trovare anche i classici e diffusi integratori. La tua posizione da farmacista in merito qual è? Credi sia giusto sotto tutti i punti di vista che questi prodotti si possano vendere anche al di fuori di una farmacia oppure no? Non sarebbe importante, prima dell’acquisto, confrontarsi col farmacista anche per un banale dubbio o una domanda dell’ultimo minuto?

Probabilmente andando contro il parere di molti colleghi penso che il progresso non si possa fermare, va regolamentato, ma non è giusto demonizzare i supermercati o le parafarmacie all’interno dei centri commerciali. Nelle grandi città sono anche comparse catene di farmacie sotto lo stesso brand.
Aggiungiamo anche il fatto che la direzione è sempre più quella della vendita on-line.
Quindi come già anticipato il ruolo del farmacista moderno e del futuro deve mutare per rimanere una figura utile alla sanità moderna e non un semplice venditore.

Trovo che liberalizzare maggiormente il mercato possa essere utile, per farlo però servono regole che proteggano i consumatori ed evitino gli abusi.

La vendita di farmaci e integratori può essere anche fatta fuori o lontano dalla farmacia purché sempre sotto il controllo di un professionista della salute. Penso che la vendita di farmaci e di alcuni integratori non necessitino di una farmacia ma piuttosto di un farmacista.

6- Tornando agli integratori, qualche settimana fa su un giornale è apparso un articolo che indica gli italiani come una delle popolazioni che ne acquista e ne utilizza di più. Secondo la tua esperienza è statisticamente plausibile? Si legge inoltre -anche su internet- che spesso l’assunzione di integratori e multivitaminici è “inutile”; nel senso che non produce benefici dimostrabili se non in casi di carenze. Quanto è importante consultare il medico prima di assumerli? Possono esserci conseguenze se si assumono senza parere medico o senza averne realmente bisogno?

La categoria integratori è molto ampia e oltre ai multivitaminici contiene molti preparati naturali a base di erbe o piante (fitoterapici). La fitoterapia negli ultimi anni in Italia, anche per come ho potuto constatare in farmacia, ha avuto un enorme incremento, che può giustificare le statistiche.
Da farmacista credo molto nella fitoterapia e con i prodotti naturali ho spesso avuto ottimi riscontri.
Dove ci sono dei disturbi lievi o non pericolosi o delle carenze alimentari trovo gli integratori decisamente utili se assunti nei modi e nei tempi corretti e quindi sotto il consiglio di uno specialista.
Sono inutili e possono essere invece dannosi se presi senza cognizione di causa o per usi non corretti.

7- Una domanda curiosa e annosa: la calligrafia dei medici, spesso incomprensibile. È vero che ormai è diffusa quasi ovunque la ricetta elettronica, ma come fa il farmacista a decifrare il “geroglifico” del curante?

Per decifrare i “geroglifici” dei medici diciamo che l’esperienza e vedere ricette tutto il giorno sicuramente aiuta. Inoltre conoscendo i nomi dei farmaci e dei principi attivi, a volte basta capire poche lettere e si può arrivare al nome. Altre informazioni utili possono essere l’intestazione della ricetta (se è una ricetta di uno specialista, di un veterinario, ecc…) oppure la formulazione, il dosaggio, il tipo di problema e così via. Ad ognuno il suo mestiere. In ogni caso prima di dispensare un medicinale c’è la certezza assoluta sul nome del farmaco, il dosaggio e il numero di dosi.
La ricetta elettronica ha, comunque, sicuramente alleggerito il compito.

8- Capita spesso, andando in farmacia, di imbattersi nel classico cliente che chiede consiglio al farmacista su cosa assumere per un mal di stomaco, un mal di testa o altro, senza essere andati prima col medico. Come si comporta un farmacista in questi casi? Non è rischioso consigliare un farmaco senza che il paziente ne abbia prima parlato col medico per cercare di capire le cause del proprio malessere?

Il ruolo del farmacista sta proprio nel distinguere un disturbo occasionale o di lieve entità, da una patologia più grave, che necessita di un parere medico.
Importante è agire con professionalità ed etica, mettendo al centro il cliente-paziente e non solo il guadagno personale.

9- Quali sono gli aspetti che ti gratificano di più del tuo lavoro? E quali invece sono per te gli aspetti più difficili?

L’aspetto più gratificante è sicuramente il contatto con le persone, il potersi rendere utili. Il farmacista ancora oggi nelle realtà di paese o di quartiere ricopre un ruolo sociale ed umano oltre che sanitario.
Una delle soddisfazioni maggiori è riuscire a stabilire delle relazioni basate sulla fiducia, in cui il tuo lavoro risulta apprezzato e utile.
Purtroppo quando si lavora “sul marciapiede” a contatto con molte persone, ed è forse l’unica pecca, non sempre si viene ripagati delle premure e della gentilezza che si offrono.

10- Ultima domanda, un po’ spinosa. Sappiamo che a volte capita che qualche cliente -magari conosciuto- si presenta a richiedere un farmaco che necessita di ricetta senza avere la ricetta del medico. Ci sta essere elastici da parte del farmacista (soprattutto se conosce il cliente) e consegnare il farmaco comunque, oppure è una pratica assolutamente da evitare?

Tranne casi di emergenza reale e constatata sarebbe una pratica da evitare. Fondamentale è valutare il rischio-beneficio per la persona.

Tagged , , , , , , , , ,

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *