IPO IN VIAGGIO | Mamme in viaggio e ipobeauty

Ipocondria.

Si definisce ipocondria quell’atteggiamento psichico caratterizzato da una costante apprensione per la propria salute. Si dice che, in modo estensivo, ci possa essere giusto un attimino di nevrosi, in tale atteggiamento.

Esagerati, nevrosi addirittura.

Diciamo pure che serve avere una forma di attenzione verso noi stessi (e magari a volte, ma a volte, eh, anche verso le persone che abbiamo accanto). In ogni caso, non si sa mai cosa fare. Come si fa, si sbaglia. Se sei attento ti dicono ipocondriaco. Se non sei attento, al primo controllo, ti dicono che se fossi stato attento, magari, quel piccolo problemino non lo avresti.

Insomma capite che è un attimo fare confusione.

Ma non perdiamoci in divagazioni inutili. Restiamo focalizzati sul punto fondamentale: io sono ipocondriaca? Assolutamente no. So benissimo di non essere ipocondriaca: sono solo attenta. Ecco, sì, attenta è meglio. Vero? Vero che così è meglio?

Che poi a fare un certo effetto, diciamolo, è quell’ipo all’inizio della parola.

Ipo… sentite come suona ridondante, pauroso, ansioso, grande. Sì assolutamente grande. Enorme. Ipo. Ipo è certamente qualcosa di enorme. Ora torniamo a me, che non sono ipocondriaca cioè sono attenta e, alla fine è chiaro, sono precisa e il meglio di me, da questo punto di vista, l’ho sviluppato otto anni fa quando sono diventata mamma.

Non una mamma tradizionale di quelle che possono stare a casa organizzando agguati a batteri e acari. No, io sono una mamma freelance che per lavoro (e per passione, ma che non si sappia troppo in giro) viaggia. Tanto e spesso. Mezzi pubblici, luoghi affollati, eserciti di microbi che voi, persone inconsapevoli, non vedete ma io so che ci sono.

Ecco, pensate a cosa significhi viaggiare da otto anni a questa parte. Io, bebè, i viaggi, i microbi e la precisione (attenzione, non ipocondria, ché poi esagerare è un attimo).

In ogni caso, io detengo un mio personalissimo primato. Mentre voi fate zaini e zainetti a tempo record io concentro tutte le mie energie sul beauty. Come lo preparate voi il vostro beauty da viaggio? Ve lo dico io.

Creme, shampoo, sapone, maschere per il viso, cosmetici, creme giorno e notte, sieri, antirughe e anti fatica. Tutto ma proprio tutto in perfetto stile mignon.

Io?

Io ho un ipobeauty. Ovvio.

Antipiretico in polvere e gocce, termometro per la febbre, gocce per il mal d’orecchie, analgesico nelle sue svariate forme, composizioni, colori e quello che volete pensare andrà bene, compresse per dolori articolari e cervicali perché non si sa mai, arnica perché i bambini cadono quando viaggi (certezza matematica), calendula perché i bambini vengono punti dagli insetti sconosciuti alla scienza quando viaggi (certezza matematica), fermenti (perché i bambini hanno virus di varia natura sempre quando non sei a casa ma in viaggio), un numero imprecisato di colliri e soluzioni per gli occhi perché a voi pare che io veda tutto benissimo ma così non è.

A questo, aggiungo una quantità enorme di salviette disinfettanti di ogni genere e il libretto pediatrico aggiornato a 24 ore prima della partenza perché io, il pediatra, mi sento tranquilla se lo avviso e lui, che è un esemplare raro di uomo paziente, mi rassicura dicendo che ho proprio ragione a essere scrupolosa perché, in viaggio, con i bambini è sempre meglio essere attenti.

Chi l’avrebbe mai detto, eh?

Come dite? Bebè? Ah giusto, bebè vive in una realtà dove l’ipocondria non esiste e quindi osserva tutto questo con la saggezza del silenzio comprensivo. Utilizza i mezzi pubblici, viaggia con me e vive la sua vita di bambina pendolare ascoltando storie di batteri malefici che cadranno tra le sue mani senza che lei li possa vedere. Vive sapendo che le dirò mille volte mille di non toccare ovunque per poi mettere le mani in bocca cosa che, al giro di boa del primo anno di età, mi ha reso giusto un tantino nervosetta.

In tutto questo, comunque, nell’ipobeauty metto anche i cosmetici. Due di numero: rossetto rosso e blush perché resto una persona ipocondriaca ma con le idee chiare su poche cose fondamentali.

Rossana Cavallari

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