DIARIO | Sono un rottame (23 apr 2018)

Caro diario,

avevo già dedicato una lettera al mio organismo, ma sono rimasto inascoltato. Hai troppo da fare o almeno tu mi presti orecchio?

Allora, io non posso accusare disturbi digestivi solo perché decido di fare pranzo con un pezzo di pizza rossa, d’accordo? L’ho sempre mangiata. Vorrei sapere perché cavolo deve farmi male proprio nel weekend, quando vorrei finalmente rilassarmi. Ok, ci sta: c’era troppo olio e me ne sono reso conto mentre la mangiavo. Allora? Deve portarmi ad evacuare più volte con inserti di sangue rosso vivo in mezzo alle deiezioni?

Caro diario, mi sono rotto il *****.

Sai che succede? Io e il mio intestino non riusciamo a firmare un patto di non belligeranza. Se lui fa i capricci, allora io mi paralizzo. Non reagisco agli impulsi esterni, non riesco a rispondere al telefono, non riesco a fare una lavatrice, non riesco a guidare. Mi paralizza, ‘sto infame. Deve finire, tutto questo deve finire. Per un pezzo di pizza rossa ho rischiato di non godermi il weekend, il tanto atteso fine settimana durante il quale chiedo solamente di rilassarmi. Sì, so bene che ho sempre somatizzato l’ansia sulla pancia, che mi manda dei segnali quando è ora di darmi una calmata e di non farmi soffocare da tutto.

Non ce la faccio, porca miseria.

Caro diario, riferisci tu al mio organismo di smettere di rompere. Se proprio vuole farlo, allora sia meno brutale e più diplomatico. Non posso fare a meno di lui. Diglielo. Ho bisogno della sua collaborazione, non delle sue guerre-lampo.

Diglielo tu, o chi per te.

 

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