RIFLESSIONI | Facciamo che ci provo

riflessioni annalisa2

Non mi serve un’altra canzone d’amore.

Non mi serve lo scroscio della pioggia fredda fuori dalla finestra.

Sono bellissime le foglie che cadono danzando verso il grigio marciapiede.

Come puoi notare, una visione alquanto positiva delle cose.

Oggi ci riesco. Mi pettino la frangia arruffata appena mi alzo, non fumo, mi guardo allo specchio e mi voglio bene, non spezzetto il cibo nel piatto per avere ogni cosa sotto controllo, non dubito di nessuno, nemmeno di me. Oggi ci riesco. Il cielo non è grigio per dirmi qualcosa, il tempo non passa per farmi aspettare, il fuoco non brucia per farmi scottare, due non è due perché uno è uno e solo, nessuno mi è ostile e va assolutamente bene che esistano altre persone che vogliono esattamente quello che voglio io mentre lo voglio io essendo proprio io.

Oggi ci riesco. Non rimando nessun impegno, non mi rituffo a letto col pc pronto per fare una riunione semiseria (seria per metà, la metà di sopra – che sotto mi tengo il pigiama-), non penso a un altrove zeppo di finali A ed E abitato da minacce e facciamo pure finta che il D.O.C. abbia a che fare solo col vino, non dirò “fammi indovinare” quando crederò di avere tutte le risposte ancora prima di fare domande. E non mi tangerà l’immagine del mondo, quella che davvero è inutile, no. Guarderò alle cose interessanti, che non mi affondano nella terra del dubbio e sarò  generosa di attenzioni senza chiederne in cambio. Come pure non baderò di essere prima o ultima ma comunque presente, cosa sono queste manie di protagonismo? E non farò nemmeno domande che inizino con “Qual è per te il senso di..”, perché puntualmente un silenzio sarà valso di più. Una parola sarà solo quella parola, anche se il punto non è piatto e dietro c’è sempre qualche cosa. I significati, sembrano stati creati per non girare mai intorno alle cose, sono esattamente quello che hai sentito dire, esattamente ciò che hai visto, esattamente ciò che non hai capito.

La fisica, la filosofia, la materia, le dita del tabagismo, l’insonnia, la fiducia, il pensiero dedicato a una sola persona. Ma noi vogliamo l’esclusiva, le dediche, le albe e i tramonti, i tannini, le foto in tempo reale, il miocardio condiviso senza toccare mai il cuore, le sbronze passionali senza mai passarci il fegato, la lucidità e la chiarezza senza rischiare l’equilibrio della mente. Però è impossibile toccare il cielo con le punte dei piedi sull’altalena senza sentire le nuvole capovolgersi nello stomaco, così dico non ci riesco mai a essere normale di quella normalità che tace sempre e pesa sempre uguale, che non si interroga e che lascia le cose al caso altrimenti non  si vive davvero il momento. I momenti posposti perché meritano tempo che in realtà togliamo loro. Siamo quel momento, una parola, la forma, la sostanza, il peso e la leggerezza se capisci le misure,  la memoria senza termine, ieri, oggi, domani anche se non ti serve, ti serve il domani o che nel domani ci sia qualcuno per chiamarlo oggi davvero? La bulimia d’amore, di frutta rossissima stretta e premuta sotto i denti divorata con la stessa voglia di essere amati e sporcati d’amore indelebile e visibile sin nello spazio lassù e tutto dentro al cuore.

Facciamo che ci provo, anche se oggi non ci riesco.

 

Tagged , , , , , , ,

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *