DIARIO | La craniata sotto la doccia (13 nov 2017)

diario luca novembre 2017 doccia

Caro Diario,

ho esplorato le stelle in compagnia di volatili festosi che cantavano intorno alla mia testa. Liberi e curiosi. No, non ero in pieno trip da pasticca assunta in discoteca. Non vado in discoteca e tanto meno assumo sostanze stupefacenti. Non stavo sognando e nemmeno facevo un test per la Nasa.

Ho dato una craniata violenta al miscelatore della doccia.

Da una parte perché sono un tappo di 1.66 cm, dall’altra perché sono un pirla maldestro e sempre agitato. Hai presente quanto si dice intorno alla rigenerazione che il getto di acqua calda in combinazione col profumo del bagnoschiuma? Ecco, io no. Strofinavo il viso e i movimenti sussultori del gomito hanno toccato la piccola mensola dove sempre ripongo lo shampoo e il bagnoschiuma. Lo shampoo è caduto e mi sono chinato per raccoglierlo. Nel rialzarmi di scatto ho sbattuto violentemente la testa, dietro, sullo spigoloso miscelatore.

Ahia, Cristo.

Dopo aver visitato Marte e Saturno – senza l’esclusione delle sfere celesti che ho invocato inventandomi un nuovo calendario – ho tastato con la mano per verificare. Né sangue né ferite di alcun tipo. Bene, pericolo scampato, è stata solo una brutta botta. I sardi hanno la testa durahahahahah. Pronto per uscire, ho raggiunto la pizzeria. Freddo dunque scaldacollo e cuffia. Al tavolo, io e i miei amici ci siamo liberati da giubbotti e accessori. Mi sono tolto la cuffia.

«Luca, hai una bua», mi dice un’amica. La tensione. Immagino già una colour correction di un qualche regista che sta riprendendo la scena, con la musica di Stranger Things di sottofondo. «Abbassa la testa un attimo». Mi guarda. «Hai un piccolo taglio, piccolissimo». Materia cerebrale che tra poco fuoriuscirà da quella minuscola feritoia, me lo sento. La botta ha intaccato vene e nervi, tra poco mi sentirò sbandare, perderò i sensi. La mia testa rovinerà pesantemente sulla pizza. Sarò esanime entro pochi minuti. La mia amica nota la mia preoccupazione e mi rassicura dicendo che è una cosa da niente. Un piccolo bernoccolo e un taglietto. Niente di più. Inizio a controllare ogni mia azione: il parlar spedito, la risposta degli arti agli impulsi, le papille gustative a contatto con olive e carciofini, l’olfatto. La vista. Sono miope, e se da oggi perdessi diottrie?

Maledetto diavolo d’un miscelatore infame.

Passano le ore. Digestivo, qualche bibita. Arriva il momento di rientrare a casa. Poco prima di rimettermi in viaggio mi sento strano. Un calo di pressione. Luca, è una crisi ipoglicemica, ti è capitata altre volte. Stai sereno. Appena arrivi a casa ti butti in gola un po’ di fondente e ti passa. No, è quella craniata maledetta. Iniziano i suoi effetti. Avrò un collasso mentre sarò alla guida e finirò fuori strada, intrappolato tra le lamiere. 10 minuti di tragitto che diventano infiniti. Tento di respirare con calma per non farmi sopraffare dalla paura.

Arrivo a casa. Apro il contenitore del fondente e mando giù 3 cubetti. Chiudo gli occhi e respiro. Va meglio. Palpo la zona della testa colpita, non sento dolore, solo una piccola pressione. Mi infilo sotto le pesanti coperte e mi faccio accogliere dal sonno.

Poi un sussulto. Il tipico momento in cui sogni di cadere e ti risvegli con una botta. Mi metto seduto. Attribuisco quella circostanza naturale alla craniata. Sto perdendo il controllo. Poi riepilogo i pensieri negativi che ho avuto in tutta la serata.

Mi mando a quel paese da solo. Con veemenza.

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