IPOSTORIE | “Passo le notti a fare l’autopalpazione del seno”

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Come un incontro degli alcolisti (in questo caso ipocondriaci) anonimi, dichiaro di essere ipocondriaca da almeno 3 anni.

So che parlo a persone che possono comprendere questo dilemma perché sì, è proprio un dilemma: essere ipocondriaci alla lunga può causare gravi problemi a noi stessi e al nostro benessere mentale, influenzando attivamente la nostra vita. È bello riderci su, ma sappiamo tutti che quando arriva la notte (o chissà, magari anche improvvisamente durante il giorno) iniziamo a percepire malattie nascoste, dolori inesistenti e mali incurabili ovunque. Il nostro fardello è la convinzione. Convinzione di avere qualcosa che ci porta istantaneamente ad avere attacchi di panico, tachicardia e nausea.

Io ho paura.

Passo le notti a fare l’autopalpazione del seno per paura di avere un tumore e nonostante io non senta nulla al tatto, sono certa di stare per morire. È una maledizione, non si può vivere tranquilli neanche con un mal di gola perché tanto è sicuramente sintomo di una malattia degenerativa incurabile. È bello poter condividere con qualcuno questo peso, perché so di non essere sola. Noi viviamo nella paura e nella tachicardia (e nei dolori intercostali, strani dolori alla testa, un leggero fastidio al seno, probabili ulcere allo stomaco, principi di ictus ecc ecc), cerchiamo di farci forza e di sconfiggere questa unica vera malattia chiamata ipocondria (fa pure rima).

Grazie per la lettura e la solidarietà.

Come si dice? Mal comune mezzo gaudio.

Da una testimonianza anonima

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