DIARIO | L’insonnia ipocondriaca (29 ott 2017)

diario fabio insonnia

Da anni mi perseguita, ogni notte mi fa compagnia tenendomi il collo stretto al posto della mano.
Mentre le altre persone aspettano la notte per riposare, io la temo. Ho sempre paura di andare a letto la sera.

Per me non esiste il riposo, ma inizia una tortura che dura ore.

Ore a fissare il soffitto con i crampi allo stomaco e la mente impegnata a calcolare mille diagnosi. L’ansia fa da padrona ogni sera. Mi contorco nel letto alla ricerca del sonno, ma ogni volta finisco a trovare il panico fra le lenzuola. Arrivo sempre al punto di riavvolgere il nastro mentale della giornata e rivivere ogni momento, modificando i ricordi o semplicemente appassire nel rimpianto.
Mille sentimenti salgono a galla di notte, amplificati e taglienti, sempre pronti a rubare ore di sonno e sostituirle con paranoie infinite. Ogni rumore mi fa sobbalzare, ogni soffio di vento è panico.

Anche il silenzio più totale mi disturba.

Passano le ore e inizia a venire il sonno.

Gli occhi diventano pesanti, i pensieri si riducono a immagini casuali.
Non apro più le palpebre, altrimenti perderei tutti i progressi conquistati al fine di dormire. I muscoli si sono arresi, e inermi giacciono sotto le coperte. Sento i sogni che arrivano, e la stanchezza prende il sopravvento. Forse sto per addormentarmi.

Aspetta.
Devo andare in bagno.

Desidero solo poter dormire.
Chiedo tanto?

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