DIARIO | Infarti (30 sett 2017)

diario 30 sett infarti fabio

Giorno 2.

Caro diario, ho passato dei momenti orribili ieri, perciò non ti ho scritto. Ma partiamo dall’inizio.

Sono uscito con la ragazza, e siamo andati ad un raduno di buddhisti. Ogni tanto ci andiamo, ci fa piacere perché sono tutte persone splendide e ci troviamo benissimo. In più ci rilassa e l’ansia passa. Un toccasana, insomma.
Eravamo nella stanza e si stava parlando. Ad un certo punto mi prende un dolore forte al braccio destro, precisamente al gomito. Fitte fortissime. Ho pensato “Non posso morire qui, con tutti loro”.

Il sudore iniziava a scendere.

Non riuscivo a seguire più le conversazioni.
Cercavo con tutte le forze di non svenire.
Sentivo lo stomaco contorcersi e la vista appannarsi.
La mia ragazza si è accorta che stavo male e ha capito che avevo dolore al braccio, dato che la mia mano stringeva forte dove mi faceva male. Qualsiasi pensiero oscuro in quel momento ha attraversato la mia mente, e non avrei mai immaginato quanto fosse brutto essere vicino alla morte. Così tanto.
Piano piano il dolore si era affievolito, e sono riuscito a riprendere il controllo di me stesso.
In quei momenti è come trovarsi su un’autostrada con la macchina a 400 all’ora, senza patente e senza mai aver guidato.

Finita la serata sono tornato a casa stremato e affamato. L’ansia mi aveva consumato anche l’appetito, tornatomi poi all’arrivo a casa.

Verso le 23 mi sono messo a letto convinto che nient’altro potesse accadere.

Convinto, ma non sicuro.

Fitta al braccio, stavolta il sinistro.

Per favore.
Voglio solo vivere.

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