RIFLESSIONI | Ipocondria e relazioni: l’inarrestabile bisogno di controllo

elena controllo relazioni

Ho sempre pensato alle relazioni come a un rifugio sicuro, ho sempre guardato film in cui un rapporto sembrava semplice, limpido e normale. Ma anche in questo l’ansia e il controllo hanno preso il sopravvento.

Come cerco di controllare il mio corpo per farlo funzionare al meglio, così cerco di controllare le relazioni e le persone che potrebbero darmi una fugace felicità o una piccola sensazione di benessere; come provo a controllare il mio corpo e a far sì che non vada contro di me, così controllo qualcuno per evitare che vada contro di me. Ma io stessa, nel profondo dell’anima, comprendo che questo è del tutto impossibile, e appena succede qualcosa che va contro, che fa perdere me stessa, è lì che inizio a cadere sempre più giù, a entrare nel solito circolo vizioso. Come quando mi viene mal di pancia e prendo la mia pillolina per stare meglio, nelle relazioni puntualmente prendo una pillolina che mi dà la sensazione di controllare incessantemente una persona. La mia dose di droga giornaliera che mi dà il benessere momentaneo di cui ho bisogno, ma che successivamente, passato l’effetto, non fa che lasciare un vuoto, un abisso, e quando sei lì in quel vuoto provi ad arrampicarti imperterrito. Più provi e più scivoli. Proprio lì, in quel vuoto immenso, ancora una volta, l’ennesima, prendi un’altra dose della tua droga speciale, per poi restare lì, per sempre.

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