reflusso

Sono un fisioterapista.

Un tipo solare, un allegrone che era solito girare il mondo solo in compagnia del proprio ukulele. Immagina questo coglione al quale non è mai importato nulla di nulla, tanto lui cantava e suonava allegramente per le persone, un felicione, insomma.

Improvvisamente esplodono rutti esagerati, disturbi di ansia e di panico senza apparente motivo né cause scatenanti. Nella mia testa era il cuore. Esami su esami, cardiologi su cardiologi (lavoro in ospedale, tra l’altro). Ansia, mi dicono ansia ma i dolori al torace, l’extrasistolia e le tachicardie continuano. Antidepressivo e psicoterapia? Beh, pur di star bene avrei fatto di tutto. Mesi di terapia e antidepressivi ma nulla cambiava, ed io avevo ancora le mie paure. Dolore al torace, per uno che lavora nel campo, è un invito ad entrare al manicomio. Costruisci un mondo di ipocondria, di meticoloso controllo di ogni evento fisiologico: respiro, frequenza cardiaca, pressione, saturazione, qualità dei muchi, aspetto esteriore, qualità della pelle, appetito.

Non passa. Mi autoconvinco che forse è psicosomatico, ma il mio psichiatra dice di no.

Dato che volevo combattere la paura che fosse il cuore, pensando fosse psicosomatico, decisi di riprendere l’attività fisica e di ritornare ad uscire in bici. Notavo, però, che quando mi toccavo il testicolo sinistro e durante i rapporti, questo mi faceva male. Per un mese continuò, così andai a fare un’ecografia. Varicocele. Andai dall’urologo che, convinto che il dolore non fosse di origine testicolare, pensò di accertarsi sullo stato della prostata. Lieve prostatite, che nei soggetti giovani è frequente. Quindi mi prescrisse un ciclo di un certo antibiotico e degli antinfiammatori. Preso il primo antinfiammatorio, nella notte venni svegliato da quel dolore toracico che avevo sempre, ma questa volta era quadruplicato.

Finii al Pronto Soccorso, mi somministrarono della Tachipirina e il dolore aumentò vertiginosamente. Diagnosi, confermata con esame endoscopico: reflusso gastroesofageo con sintomatologia atipica.

«Non era il cuore, non era il cuore,

tralalalalla tralallalero».