10COSE | 10 fobie legate all’ipocondria (parte 3)

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Giusto per rimanere fedeli alla legge secondo la quale “l’ipocondria è fatta di ansia e paure”, l’ipocondriaco è pieno di paure. Dopo aver analizzato le nostre fobie della prima e della seconda parte, continuiamo il nostro excursus con altre 10 simpatiche paure, fresche di giornata e terribili da viversi.

Con queste 10 nuove fobie riprendiamo dalla prima e dalla seconda parte.

1. Acatartofobia

La paura dello sporco e della polvere. L’ipocondriaco igienizza febbrilmente gli ambienti in cui vive, terrorizzato dalla sola idea che in questi possano depositarsi germi e infezioni. Qualsiasi superficie non accuratamente disinfettata può scatenare malattie che verranno trasmesse al solo contatto con lo sporco. Polvere, dunque acari, dunque possibili reazioni allergiche da contatto con questi esserini che agli occhi dell’acatartofobico porterebbero allo shock anafilattico.

2. Astenofobia

La paura di svenire o sentirsi deboli. Potrebbe non esserci risveglio, ecco tutto. Per l’ipocondriaco astenofobico, poi, la debolezza è sintomo di una malattia grave e non trascorrono che pochi secondi dai primi segnali di ruote sgonfie al tempestivo consulto avviato su Google. Diabete, patologie cardiache e tante altre malattie iniziano proprio con la debolezza, un sintomo esasperato dall’ipocondriaco con pensieri di morte imminente.

3. Bacillofobia

La paura dei microbi. Microbi? La Morte!!11! Si ride e si scherza, ma è una paura terribile. L’ipocondriaco bacillofobico si sente perseguitato da legioni di microbi pronti ad insinunarsi in ogni suo pertugio, anche il più improbabile. Ci basti sapere che per microbo si intende un microrganismo unicellulare, animale o vegetale perlopiù patogeno. Un sinonimo? Batterio. Batteri? La Morte!!11! Sì, batteri. Dunque infezioni, dunque robe che diventano virali, dunque malattia. Dunque? Ciao.

4. Cardiofobia

La paura del cuore o comunque delle malattie legate ad esso. Sì, dell’infarto, dell’arresto cardiaco, della frattura del miocardio, delle extrasistoli, delle tachicardie, di quanto di anomalo può cogliere il nostro petto. Posso osare nel dire che tutti gli ipocondriaci sono cardiofobici, perché attacchi di panico e tachicardie sprigionano il profumo della Morte. Il petto indolenzito e impazzito, i nervi fuori controllo e un solo pensiero: la tomba.

5. Chiraptofobia

La paura di essere toccati. Il contatto con la pelle altrui crea un ponte di infezioni che certamente colpiranno e infesteranno il già compromesso equilibrio organico dell’ipocondriaco chiraptofobico. Glenn Gould, pianista canadese, era chiraptofobico al punto di non stringere la mano a persona alcuna. Mai.

6. Dermatofobia

La paura delle lesioni e delle malattie della pelle. Qualsiasi macchia comparsa in superficie è motivo di allarme, comprese le più comuni come un livido o un piccolo sfogo sottocutaneo. L’ipocondriaco dermatofobico si diagnostica quasi sempre un tumore alla pelle e conta i giorni che lo separano dal trapasso. Anche quando si tratta di capillari rotti.

7. Meningitofobia

La paura delle malattie al cervello. Meningite? Sì, anche. Un mal di testa, una lieve febbre o uno sguardo un po’ appannato dalla stanchezza sono la Morte in arrivo. Paracetamolo? No, Pronto Soccorso. Ketoprofene? No, crisantemi come piovesse, è chiaro. Una paura che è solita giungere di notte, o in quegli istanti in cui ci si trova da soli e senza possibilità di ricevere soccorso immediato.

8. Nosofobia

La paura di ammalarsi. Chiaramente non vi sarebbe guarigione, perché l’ipocondriaco nosofobico non contrae normali infezioni virali e passeggere. Le sue sono malattie degenerative e mai scoperte da tutto il mondo scientifico, e dunque prenderanno il suo nome. Sul suo comodino imperano un termometro, una macchinetta per la pressione, un kit di farmaci da competizione e soprattutto un foglio e una penna. Testamento olografo, sì, altrimenti dettato a un parente stretto, visto che nell’agonia non vi saranno le forze per mettere nero su bianco le ultime volontà.

9. Patofobia

La paura delle malattie. Sai che novità! La sola notizia di una forma virale che impera nel territorio porta l’ipocondriaco patofobico a sigillarsi ermeticamente nella sua stanza, ma la consapevolezza che il Male sia in grado di insinuarsi anche attraverso gli impercettibili spifferi delle imposte lo tormenta e dunque non esiste via di scampo.

10. Toxofobia

La paura di essere avvelenati. Di solito è strettamente correlata al cibo, specie se consumato in luoghi pubblici e dunque fuori dal controllo della sua preparazione. Non solo. Per l’ipocondriaco toxofobico qualsiasi agente esterno è velenoso, addirittura esiste una paura specificia per la fobia dei funghi (micofobia), e dunque vive nella premura di accertarsi che non vi siano pericoli con qualsiasi cosa con la quale entra in contatto. Esiste poi il toxofobico estremo: non si fida di nessuno, e quando gli si offre da bere o da mangiare viene assalito da una paura incontrollabile, convinto che la loro ingestione cagioni una morte tremenda e sofferta.

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