RIFLESSIONI | Migliorare i nostri punti di forza

punti di forza

Vorrei raccontare dell’ordinaria ipocondria delle mie giornate.

Anni, specie gli ultimi tre, tempestati dai pensieri: gli impegni universitari, le relazioni sentimentali, felicità e paure. Insomma, tutto ciò che la vita ti riserva quando hai 20 anni. L’ipocondria si è manifestata in me in giovane età, ma era limitata e innocua. Subdola, l’ipocondria dell’adolescenza, contrariamente a quanto si pensa, si fa via via più forte: si presenta 2-3 giorni alla settimana quando da un graffio si pensa a un’emorragia, e si fa più pressante quando al ritorno da scuola o dopo un litigio con un amico si presenta casualmente un innocuo mal di testa che scatena l’immaginazione di un quindicenne.

Quando hai vent’anni e poco più come il sottoscritto, però, con l’aumento di alcuni “fastidi” si cercano giustificazioni terrificanti che per l’ipocondria sono un invito a nozze: non puoi accusare sintomi di natura diversa ed archiviare tutto come semplice ansia e stress, non puoi accettare che ansia e realtà ti potrebbero giocare brutti scherzi.

Ho sempre notato, su di me e sugli altri, che questa nostra ipocondria la utilizziamo come una difesa senza renderci conto che ci sta sfuggendo il controllo del nostro soma  (dal greco σωμα, soma, somatos, corpo, aspetto, composizione) e che essa si accentua pericolosamente durante periodi stressanti. A questa ipocondria foraggiata dallo stress conseguono subito altri problemi, riflessi in tantissimi aspetti della nostra vita: ci si sente più vulnerabili, poco convinti di riuscire a portare a termine qualcosa, spaventati dall’apparire deboli di fronte a chi ci circonda, si rende di meno nello studio, nel lavoro e nelle situazioni sentimentali. Insomma se non avessi il doppio della forza di una persona non ipocondriaca per reagire per ogni situazione che ti si pone davanti, la tua vita sarebbe condizionata.

Il consiglio spassionato che do, maturato dalle molteplici esperienze che quotidianamente vivo, è di pensare meno alle conseguenze, di essere prudenti ma fare in modo che la prudenza non annulli il coraggio, perché mi sono reso conto che vi è una grande affinità fra l’ipocondria che ci opprime ed il nostro modo di reagire, e se prima di tutto non miglioreremo i nostri punti di forza, sicuramente non potremo sperare che un giorno o l’altro l’ipocondria cessi il suo sadico gioco sulle nostre teste.

Da una riflessione di D. D.

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