10COSE | 10 fobie legate all’ipocondria (parte 2)

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Rispetto al precedente articolo sono andato a scavare più a fondo nel web. Si credeva che le paure legate all’ipocondria fossero poche e di facile intuizione. Ebbene, sono rimasto sorpreso nel trovare altre decine di fobie che riguardano quasi tutti gli ipocondriaci, me compreso. A noi ipocondriaci pare strano, talvolta, trovare un nome da poter dare alle nostre angosce.

Ricapitolando dal precedente post, l’ipocondria è fatta di ansia e paura. L’ipocondriaco, di conseguenza, ha molte paure.

1. Afefobia

La paura di essere toccati, e in generale del contatto. L’ipocondriaco è sempre un po’ afefobico perché vive nella sensazione di pericolo di trasmissione di infezioni e virus attraverso il semplice contatto. La sua fobia peggiora quando si trova in luoghi o situazioni in cui il contatto è quasi d’obbligo. Anche una stretta di mano può generare disagio e tensione;

2. Albuminurofobia

La paura delle malattie renali. L’albuminurofobico, solitamente, ha la premura di controllare tutte le caratteristiche dell’acqua imbottigliata che acquista al supermercato e si prende cura dell’alimentazione. Controlla sempre, inoltre, il colore delle proprie urine per individuare la presenza di disfunzioni dalla pigmentazione del flusso. È consapevole del fatto che un blocco renale può essere fatale, perciò ad ogni fitta o dolore sospetti cade nello sconforto;

3. Ataxofobia

La paura dello scoordinamento dei muscoli (atassia). Capita a tutti, al risveglio, di non riuscire semplicemente a muovere un braccio perché ancora “addormentato” o perché rimasto sotto la nostra testa per tutta la notte. La sensazione è quella di aver perso il controllo, di avere una qualche lesione al sistema nervoso e quindi di aver contratto una malattia degenerativa nell’arco di una notte. L’ipocondriaco ataxofobico non crede agli arti addormentati, per questo al presentarsi di un’anomalia corre su Google per leggere la propria sentenza di Morte;

4. Bacteriofobia

La paura dei batteri. Inutile dirlo: Internet è un invito a nozze per i bacteriofobi, e il 98% degli ipocondriaci vive nella morsa di questa fobia. Non esiste differenza tra ambiente domestico e luoghi esterni: i batteri sono ovunque e il bacteriofobo si ritrova costantemente all’attenzione delle minacce. Nel suo corredo personale non mancano mai le salviette disinfettanti e l’Amuchina. Internet, appunto, dispensa continuamente avvertenze sulla presenza dei batteri scatenanti le influenze di stagione, notizie spesso esasperate da sensazionalismi e bufale su organismi killer e malattie mortali importate dai paesi esteri attraverso il cibo;

5. Coitofobia

La paura dell’atto sessuale. Può far sorridere, ma le campagne di sensibilizzazione degli anni ’90 hanno reso reale la paura delle malattie sessualmente trasmissibili, e non solo. L’incubo della  mononucleosi, dell’AIDS e di tutto il resto condiziona la vita sessuale del coitofobico, che sceglie la prevenzione (che non è mai sbagliata) adottando misure talvolta estreme: c’è chi si astiene totalmente dal sesso per mettersi l’anima in pace e chi, invece, si sottopone a controlli con frequenze maggiori rispetto alla norma. L’ipocondriaco coitofobico vede nello scambio naturale di umori una continua iniezione di malattie e pericoli, considerando le mucose come emissari del Diavolo;

6. Cancerofobia / Carcinofobia / Carcinomafobia

La paura di ammalarsi di cancro. È sicuramente al centro delle paure dell’ipocondriaco, perché in ogni famiglia si sono presentati almeno più di due casi. Il terrore della predisposizione genetica e dell’inquinamento è costante e mina pesantemente l’equilibrio tra serenità e angoscia. L’ipocondriaco cancerofobico attribuisce a quel male di cui non si vuole fare il nome ogni dolore e ogni spossatezza, per questo si sottopone a numerosi controlli nella speranza di escludere sempre l’ipotesi di ammalarsi;

7. Diabetofobia

La paura del diabete. L’abbiamo provata tutti, almeno una volta nella vita: troppa sete e troppe minzioni sono sintomi del diabete. Se durante le festività mangiamo una fetta di panettone, colomba o torta in più, abbiamo scatenato il diabete. L’ipocondriaco diabetofobico, al ritiro degli esami del sangue verifica i margini di tolleranza dei singoli parametri, e qualora trovasse anomalie nei valori della glicemia si autodiagnostica il diabete, e cade nel dolore spirituale;

8. Epistaxiofobia

La paura della perdita di sangue dal naso (epistassi). Potrebbe essere il cervello oramai esploso, o peggio ancora il sangue potrebbe insinuarsi nelle vie respiratorie e portare all’asfissia. L’ipocondriaco non crede alla rottura dei capillari, perché un naso che sanguina è un corpo che si decompone. Un naso che sanguina è una vena esplosa, un pericolo per il respiro, una morte annunciata. La stessa diagnosi vale per l’epistassi altrui, molto spesso di pari passo all’impressione della vista del sangue;

9. Scotomafobia

La paura di diventare ciechi. Se poi c’è di mezzo l’ipocondria, allora perdere la vista significherebbe non avere il potere di scorgere superfici, persone o luoghi che potrebbero mettere in pericolo la nostra salute. Ci si affiderebbe agli altri sensi, che divenendo più accentuati incrementerebbero anche l’apporto di tossine nel nostro corpo. Non è solo questo. La sola idea di diventare ciechi è terribile, riempie lo scotomafobico di angoscia e tristezza, proprio per la consapevolezza della fragilità dell’occhio. Questa fobia si manifesta principalmente guardando il sole, la cui luce accecante fa subito pensare ai danni irreversibili della retina. L’ipocondriaco scotomafobico, poi, non farà mai una saldatura finché sarà in vita;

10.  Traumatofobia

La paura di ferirsi. Pelle lacerata, apertura verso ogni tipo di infezione. Quando si tratta di ferro o legno, poi, si tratta di contrarre il tetano. Un taglio o un graffio possono essere fatali, così come una semplice sbucciatura, il cui bruciore ci ricorda di quanto sia fragile il tessuto umano. Ogni posto del mondo è infetto, e una ferita può accogliere tutto il Male che persevera sulla Terra, imperante.

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