ipostorie pillola

Da quattro anni prendo la pillola anticoncezionale a causa di quella che i medici da cui mi sono fatta visitare da ragazzina chiamavano dismenorrea primitiva, un ciclo così forte che mi costringeva a stare a letto per sei giorni di fila lasciandomi debilitata e facendomi fare troppi giorni di assenza da scuola. Così, mio padre medico e stanco della situazione, dopo vari controlli decise di prescrivermi la pillola anticoncezionale.

Quando lessi il foglietto illustrativo pensavo che non avrei mai resistito nel prendere questa mini bomba di controindicazioni. Invece sono passati quattro anni. Ovviamente, crescendo, ho unito l’utile al dilettevole e ormai utilizzo la pillola come metodo anticoncezionale. L’ombra delle controindicazioni sembrava una storia passata, quasi un ricordo insieme alla mia ipocondria sulla pillola.

Mi sbagliavo.

Una settimana fa ho prenotato il volo per andare dal mio ragazzo. Il problema era che proprio in quella settimana avrei avuto il ciclo, così ho chiamato sia mio padre che il ginecologo per sapere se fosse possibile prolungare di alcuni giorni la pillola, senza fare la pausa, in modo tale da spostare il ciclo e non farmelo venire mentre ero all’estero. Entrambi mi hanno dato il benestare non essendoci problemi di sorta come ovaio policistico o problemi ormonali.

Ma ecco l’ipocondria arrivare.

Stamattina mi sono svegliata con un forte dolore alla gamba. Sicuramente sarà stata la posizione assunta dormendo, ma per mezz’ora ho avuto palpitazioni, giramenti di testa e mani sudate dovute tutte al fatto che pensassi fortemente di stare avendo una trombosi venosa profonda.

Panico.

Sola in casa telefono a mia madre, una donna che appena stai male sta male anche lei e corre al bagno per “liberarsi” e, senza scendere nei particolari per non farla preoccupare, mi faccio passare mio padre che dopo alcune domande mi dice che avevo solo dormito male e che mi ero agitata per nulla scatenando sudore e tachicardia, insomma: un vero attacco di panico.

Sono ancora convinta che mio padre non abbia fatto bene la sua diagnosi, ma sono almeno un po’ più tranquilla. Forse.

Se muoio improvvisamente allora avevo ragione io.