RIFLESSIONI | L’attacco di panico e il diaframma

respiro diaframmatico

Esiste un canale di comunicazione tra il respiro e gli spasmi da panico.

Questo è quanto ho imparato dopo l’ultimo intensissimo attacco d’ansia che mi colse mentre sedevo in macchina con la mia compagna. Improvvisamente arrivò il mostro: il senso di vuoto al petto e la conseguente tachicardia, le vampate incontrollate e il respiro che perdeva direzione. Percepivo i battiti in modo anomalo, perché sentivo la loro insistenza ma non il tonfo. Il resto si può immaginare, difatti pensai subito ad un arresto cardiaco in arrivo, al principio di agonia e alla morte. La corsa dell’ambulanza sarebbe stata inutile. Già vedevo scene in cui lei avvertiva i miei vecchi con una telefonata nel cuore della notte, il mio totale stato di incoscienza e la sopraggiunta fine durante il tragitto. La sepoltura con la mia tenuta preferita (sneakers, jeans malandati, maglione scuro in stile anni ’90 e plettro, accendino e sigarette nella tasca) e l’epitaffio preferito di ogni ipocondriaco: ora ci credete che sto male?

Con un filo di voce richiamai l’attenzione della mia compagna, che capì senza indugiare. Mi tolse di dosso lo scaldacollo e mi sbottonò il giubbotto. Con delicatezza poggiò una mano sul mio petto e un’altra sul mio ventre. Mi sussurrò di calmarmi. Le mani poggiate delicatamente su di me mi diedero un primo sollievo, ma gli spasmi non cessarono.

«Ora respira col diaframma».

Con gli occhi chiusi le domandai di cosa parlasse. «Ricordi quand’eri bambino? Respiravi con la pancia. Ecco, fa’ la stessa cosa. La mia mano sinistra non deve sollevarsi, la destra invece sì. Comincia». Fu più facile del previsto. Inspirai lentamente e la mia pancia si gonfiò. «Ecco, ora piano piano butta fuori». Lentamente espirai. Ripetei più volte e già andava meglio. Alla decima respirazione tutto era passato. Stravolto dagli strascichi dell’attacco di panico tirai un sospiro di sollievo e tornai in me.

Da quel giorno affronto ogni crisi respirando col diaframma.

Il respiro diaframmatico è un rimedio essenziale contro tensione, ansia e stress. Il muscolo divide polmoni e cuore dalle viscere. Con l’avanzare dell’età noi ci abituiamo a respirare coi polmoni e dimentichiamo quello che si dice “respiro consapevole”. Con i due movimenti fondamentali del diaframma, invece, possiamo controllare la nostra ansia e riportare il battito cardiaco al giusto ritmo, allontanando così la sensazione di disagio e improbabile morte. La prova è più efficace da sdraiati, in abiti comodi e nel totale silenzio. Sì, perché l’attacco di panico rende insopportabile ogni minimo rumore e ogni ambiente, perché aumenta la percezione e dunque qualsiasi agente esterno disturba e alimenta l’agitazione. L’ipocondriaco viene travolto maggiormente dall’ansia quando si trova a letto, e per questo è bene tentare di prendere subito il controllo.

Non è facile, si sa, ma nemmeno impossibile. Consiglio dunque di concentrarsi sulla pancia e praticare lunghi respiri, inspirando ed espirando lentamente. Non ci si deve preoccupare della durata del processo, ognuno avrà i propri tempi. È fondamentale, però, concentrarsi. Il senso di oppressione diminuirà gradualmente così come la paura e l’angoscia.
Imparando dalla mia compagna (cantante lirica, dunque ben formata sul controllo del diaframma) ho come avuto in dono uno strumento per avere la meglio sull’ansia.

Non ne ero a conoscenza.

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