IPOSTORIE | La solitudine dell’ipocondriaco

solitudine ipocondriaco

Ho 29 anni e sono ipocondriaca da 10, circa.

Purtroppo la mia famiglia non è molto fortunata, e nella mia vita ho visto molti parenti andarsene precocemente o ammalarsi di malattie rare di cui ignoravo l’esistenza. Da quando ho iniziato a documentarmi sui sintomi, l’ipocondria è cresciuta esponenzialmente. Nella mia testa ho avuto di tutto: tumori ovunque, sclerosi multipla, malattie autoimmuni di ogni sorta che ciclicamente mi ritornano in mente.

Alterno periodi in cui sto bene e non ci penso a periodi di ansia cronica in cui mi fisso su un sintomo, fino a convincermi che morirò a breve. Solo un ipocondriaco può capire come ci si senta soli e indifesi in queste situazioni; non ci sentiamo capiti neanche dalle persone più strette, perché se non lo provi non puoi minimamente immaginare lo stato di confusione e di sconforto che si crea.

Io incarno perfettamente i due tipi di ipocondriaco: quello che sta male e fa duecento visite mediche in un anno e quello che non vuole sapere. Attualmente sono nella seconda fase: mi sento noduli ovunque ma sono certa che tornerò presto anche alla prima.

Sorridere delle nostre disgrazie da ipocondriaci a volte fa bene, ma spesso c’è ben poco da ridere.

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