ipostorie vivremo meglio

Ho avuto il mio primo attacco di panico a 7 anni.

Non chiedetemi come mai, non ne ho proprio idea. Ricordo quel giorno come se fosse ieri, stavo malissimo e mi sembrava di morire. Ero distaccata dalla realtà, avevo le palpitazioni, continuavo a ripetermi che sarei morta di lì a pochi minuti e non riuscivo a stare connessa col cervello. Insomma, solo chi ha attacchi di panico sa di cosa sto parlando. La cosa più brutta di tutto ciò è aver scoperto che si trattava di attacco di panico solo pochi anni fa.

Questi attacchi mi capitavano ogni tanto. Stavo male, credevo di essere l’unica ad avere tutto ciò, credevo di avere una patologia rara che nessuno avrebbe potuto curare in quanto inspiegabile. Come fai a spiegare a qualcuno una cosa che nemmeno riesci a spiegare a te stesso? Insomma, per tutti questi anni non sono mai riuscita a dare un nome a queste cose che mi capitavano. A volte avevo attacchi di panico così forti che rimanevo spossata e disorientata per giorni. No, non scherzo.

Quattro anni fa ho finalmente capito e ammesso a me stessa di soffrire di ansia devastante, di attacchi di panico e di essere incredibilmente ipocondriaca. Ho trascorso mesi senza uscire di casa, ho perso tantissimi chili, non mangiavo più. Ero devastata. Non avevo amici, soffrivo di insonnia e mi rifiutavo di prendere farmaci perché ho il terrore degli effetti collaterali. Per spiegarmi meglio: prendo solo Oki quando ho mal di testa. Nessun altro medicinale. Ho cambiato mille psicologi, ma chi è ipocondriaco come me sa che quando ci convinciamo di star per morire, stiamo per morire. Anche il dottore più bravo del mondo per noi in quel momento sta dicendo fesserie, non è così?

Quindi mi sono armata di tanta forza, pazienza e soprattutto determinazione e piano piano ho imparato a gestire certe cose. Non tutte, certo, ma con alcune ho imparato a convincerci. Ho comunque smesso di frequentare i posti affollati: la confusione, le urla, mi agitano e spesso mi formicolano mani e viso quando mi trovo in una situazione che mi crea ansia. Ogni dolore improvviso che sento lo attribuisco a un qualcosa che a breve mi farà morire e vado dal cardiologo ogni mese.

Le domande che volevo fare erano: capita solo a me questo fatto del formicolio? Parlo di un formicolio fastidiosissimo a mani e viso. E il fastidio della confusione? Anche voi rinunciate spesso a tante cose per colpa dell’ansia? Cercate sempre anche voi rassicurazioni dalle persone vicine quando avete tanta ansia e paura?

So quanto si viva male, so quanto faccia schifo sentirsi diversi quando gli altri sembrano star sempre bene e che soprattutto non hanno la gastrite causata dall’ansia (sì, anche io soffro di gastrite e di reflusso). So quanto vorremmo svegliarci un giorno e non avere più nulla di tutto ciò. So quanto sia brutto far finta di niente perché nessuno capirebbe, e quindi mostrarsi sempre sorridenti e felici. Magari un giorno sarà così, magari un giorno vivremo meglio.

Voglio essere positiva, anche se di solito non lo sono mai. Voglio pensare che un giorno riusciremo davvero a mandare al diavolo l’ansia. Vorrei che potessimo dire, finalmente, “ho vinto io”.