10COSE | Le dieci cose da non dire a una persona ipocondriaca

dieci cose da non dire

Vuoi evitare di avere un comune essere umano sulla coscienza? Gradisci salvare una vita senza tanti sforzi? Le parole, per te, sono importanti?
Bene, allora annichilisci ogni tuo orgoglio e predisponiti alla lettura di quanto segue.
È più importante di quanto immagini.

1. Non so cosa sia.

Ecco, in questo modo l’ipocondriaco intenderà redigere testamento. Ti ha appena parlato di un suo problema e tu confessi di ignorarne natura, causa, denominazione, trattamento e rischi. L’individuo, ora, si è convinto di essere prossimo al trapasso. Bravo, complimenti.

2. Ho sentito di un virus in circolazione.

Peggio di una ginocchiata d’acciaio nel bassoventre. Non ti è chiaro: le forme virali sono state create per intaccare in maniera esclusiva la persona ipocondriaca. Ma quale influenza? Qui si parla di virus gastrointestinale e meningite. Magari, dico, magari fosse una semplice febbre da combattere a colpi di paracetamolo. Il virus sarà distruttivo e gli ipocondriaci, tutti, lo contrarranno nella sua forma più devastante.

3. Ti conviene farti controllare.

Grazie. Tra le cose contro le quali la persona ipocondriaca lotta ogni giorno esistono gli eufemismi, altrimenti noti al nostro individuoaffettoeinfetto come paraculate epiche. In questa frase, alle sue orecchie, è evidente il celarsi di un ben più schietto madonnadiddio sei morente. Sì, perché dovete sapere che i migliori amici dell’ipocondria sono il già citato paracetamolo, il ketoprofene, i fermenti lattici, il cortisone e i disinfettanti istantanei per mani. Quando il loro malessere non prevede l’utilizzo di almeno uno di questi simpaticoni allora è già scritto che sono prossimi alla morte. Il vostro “Ti conviene farti controllare” è un chiaro invito a scegliere la bara.

4. A me non è mai capitato.

Per la persona ipocondriaca questo è un modo gentile che indora la pillola (di placebo). È un problema che si presenta solo a te, dunque sappi che in tutta la sfera terrestre sei l’unico caso. Non sai di cosa il tuo amico paranoide stia parlando, quindi non puoi aiutarlo a capire, quindi è chiaro che si tratta di qualcosa di grave, quindi hai a che fare con un morto che cammina. Sciancato, per giunta.

5. È strano.

Ok, fermati. Che cazz significa “strano”? Io non ho niente di strano, anzi. Cioè, sì. Ho qualcosa di strano e tu me lo confermi. Spiegati meglio, che intendi dire? Aspetta, non riattaccare! Non andartene, torna qua! Dimmi perché secondo te è strano! Dimmelo! Dimmelo! Dimmelo! Dimmelo! Anzi, no. Non dirmi niente, tanto…

6. Mhm.

No, non è un mugugno ma un acronimo. Morirai, Hai un Male. Il tuo mhm in seguito alla confessione di un problema è una condanna a morte. Ti esprimi così perché non vuoi dire alla persona ipocondriaca che ciò di cui ti ha appena parlato è preoccupante. Ergo, indugi sul dire la verità. Il più delle volte accompagni quel versaccio allo sguardo che si china sul pavimento. Ora sa che atroci sofferenze e agonie lo aspettano.

7. C’è di peggio.

Cazzate. Non mi credi. Ti credevo un amico. Quel peggio di cui parli è nel mio corpo e avanza espandendosi a macchia d’olio. Beccati questo pugno e fai le condoglianze alla mia famiglia.

8. Non credo sia grave.

Pensi di potermi convincere? Il tuo non credo non mi dà la certezza. Quindi mi nascondi che le mie ore sono contate. Grazie, bell’amico.

9. Continua con queste ansie e tutti i mali che senti ti verranno.

Lo so. Ma io sto male. Stavo.
Ora sono morto.

10. Guarda che non si sa mai, con queste cose non si scherza.

La combo perfetta per invitare a nozze l’ipocondria. Hai un male atroce e invalidante, da ora. Vai, curati e se lo si prende in tempo forse si guarisce. Non temporeggiare.

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