ipostorie virus gastrointestinale

Da una testimonianza anonima

Sono un giornalista freelance e i miei orari di lavoro sono spesso inconsueti. Mi ritrovo a stare piegato sul PC a stendere articoli fino alle 4 di mattina, con una sveglia che trilla alle 8 e che non posso posporre. Negli anni sono riuscito a costruire un nido d’amore con la mia fidanzata. Lei è un’assistente odontoiatrica. Ecco, non è proprio un medico ma le sue piccole conoscenze mi fanno sempre stare sereno, nel turbine della mia ipocondria.

Dovete sapere che ho il terrore del virus gastro-intestinale. Sì, l’ho contratto due volte e puntualmente vivo nell’ansia di contrarlo di nuovo. Ho letto di parecchi ipocondriaci con la stessa paura e questo mi dà conforto.

La settimana scorsa, ahimé, la mia ragazza tornò a casa per il pranzo e notai un suo strano pallore. Barcollava e non si reggeva in piedi. “Ho vomitato nei bagni dello studio”. Feci un balzo a ritroso. Le diedi un antiemetico ma facevo di tutto per non starle vicino. Sì, mi sentivo un idiota. Non pranzò, io le portai dei vestiti asciutti – si era inzuppata sotto una pioggia torrenziale – e cercavo di contenere l’ansia. Ogni 5 minuti le chiedevo “come stai? Hai ancora nausea? Devi vomitare?” Poche ore dopo tornò al lavoro.

Restai in ansia per tutto il giorno.

Tornò a casa per cena e stava bene. Insieme parlammo e appurammo che a causarle nausea e vomito fu una piccola congestione, aggravata dalla forte umidità portata dalla pioggia. Tornai tranquillo.

L’altro ieri mattina, ahimé, la mia sveglia non suonò e alle 8:30, orario in cui lei esce di casa, mi svegliò. “Amore? Dove hai messo i fermenti lattici? Ho la dissenteria“.

La guardai pietrificato. Corsi a prendere la mia borsa e tirai fuori la confezione. Ne prese una ed uscì. Per non pensare mi misi a lavorare. Cominciai a sentire una forte nausea, fastidi intestinali, gorgoglii, dolori addominali e senso di spossatezza. Era lui, aveva preso anche me. Alle 10:30 qualcuno entrò in casa.

Era lei. Nella mia testa pensavo: “è rientrata prima, aveva continue scariche e il dentista l’ha rimandata a casa. Ora è la fine”. Timidamente uscii dalla mia camera-studio e la guardai mentre si toglieva il cappotto.

“Come stai?” Mi sorrise. “Sto bene! C’è stato un guasto nello studio e non si poteva lavorare. Riprendiamo questo pomeriggio”. Le domandai come stesse con la pancia. “Ma figurati, sono stati gli spinaci di ieri sera. Non devo più mangiarli”.

Gli spinaci. Avevamo mangiato spinaci saltati con parmigiano. Sollevato da questa conclusione la abbracciai e la baciai, e tornai a lavorare. Nausea, fastidi intestinali, dolori addominali e spossatezza passarono in un secondo.

Maledissi la mia mente per comunicare con il mio corpo in un modo così malato.