IPOSTORIE | La paura del cibo

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Esordisco così: mi ritengo una pattumiera. Che sia dolce o salato, se ho fame e voglia mangio di tutto e non ho intolleranze. Nessuna. Mia sorella mi odia perché lei è celiaca e sappiamo bene quali disagi – non solo fisici – porti la celiachia. Spesso la vedo rinunciare a un pasto o dover dosare col contagocce una consumazione, per evitare che si scateni il malessere. Io no. Non ho alcun problema.

Tranne l’ipocondria.

Tutto cominciò due anni fa, quando ad un pranzo di Natale fummo invitati in casa di nostra zia, che sempre ci accoglie per le festività quando si riunisce la famiglia per celebrare insieme le giornate particolari. Mio zio, quel giorno, aveva una brutta influenza. Era imbottito di farmaci per stare in piedi, ma il suo colorito e la sua voce arrochita erano evidenti. Mentre venivano serviti gli antipasti, un vassoio di affettati passò dinanzi a lui e gli scappò un colpo di tosse. Lui ebbe la premura di coprirsi la bocca, ma mi venne un presentimento.

Ebbene, due giorni dopo sia io che mio padre ci ritrovammo colpiti dall’influenza. Mio padre guarì in due giorni, io dovetti rinunciare al Capodanno col mio ragazzo perché la febbre non passava, e nemmeno quella sensazione di ossa frantumate. Era ovvio: avevamo consumato un pranzo natalizio fatto di cibo contagiato. Quando dico questo tutti mi ridono in faccia, e sinceramente un po’ mi sento ridicola anche io. Eppure, quel terribile fine anno è diventato un trauma, e ogni volta che ho qualche impegno nei giorni a venire evito di mangiare in posti pubblici o in compagnia di persone che non siano i miei famigliari. Non è tutto. Ho questa premura anche quando non si presentano occasioni speciali.

In pizzeria, in paninoteca, al bar e alla mensa universitaria cerco sempre dei tavoli isolati. Ho paura che qualcuno, passandomi accanto, possa contaminare il mio cibo. Mi dicono che sono schizzinosa ma vi giuro, non lo sono affatto. Ho provato a combattere questa paura, ma quando ci provo non tocco cibo. Mi siedo in posti più “normali”, ma resto immobile a fissare il piatto. Affamata e impaurita. Trovo pace solo quando sono sola o in compagnia di chi mi capisce davvero: mia sorella.

Qualcuno di voi ha le stesse paranoie per il cibo?
Io credo di impazzire. Molti sottovalutano e sminuiscono la mia paranoia, ma la vivo malissimo.

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