ipostorie shock anafilattico

Sono letteralmente terrorizzata dallo shock anafilattico.

Sono un’ipocondriaca a livelli quasi esagerati.

Devo raccontare la mia storia a qualcuno che possa capirmi, perché mi dicono tutti che sto bene ma io so che morirò per ischemia celebrale, visto che mi cade sempre tutto dalle mani.
Una bella sera mi trovavo a lavoro, e stavo canticchiando per gestirmi l’ansia mentre asciugavo i bicchieri.
Ad un certo punto, dopo aver bevuto un té caldo, mi sono morsa le labbra ed esse hanno iniziato a gonfiarsi come se non ci fosse un domani. Ho iniziato a sentire la gola che si gonfiava e la voce che veniva a mancare. Riflettendomi in uno specchio enorme accanto a me controllavo che la mia gola stesse bene ogni due secondi.
Ad un certo punto non ho più resistito e ho iniziato ad affannarmi.

Ho fatto volare per terra dieci bicchieri e sono corsa in cucina dalla mia titolare urlando e sbattendo le mani sul tagliere della carne. “Ti prego aiutami! Sto morendo! Shock anafilattico! Ischemia, SLA, HIV, tumore! Aiutami!” Il tutto con il ristorante pieno di clienti.

La mia titolare non mi ha licenziata.
Mi ha minacciata, però, che la prossima volta che scambio un attacco di panico per un shock anafilattico mi butterà dentro al bollitore fino a quando le mie ipocondrie non finiranno e mi sputtanerà davanti a tutti i clienti.

Tutti.